In che misero punto or qui mi mena
Fortuna? A che veduta amara e trista?
Dopo gran tempo i’ ti ritrovo a pena
Tancredi e ti riveggio e non son vista
Vista non son da te benché presente
E trovando ti perdo eternamente
Misera! Non credea ch’a gli occhi miei
Potessi in alcun tempo esser noioso
Or cieca farmi volentier torrei
Per non vederti e riguardar non oso
Ohimé de’ lumi già sì dolci e rei
Ov’è la fiamma? Ov’è il bel raggio ascoso?
De le fiorite guancie il bel vermiglio
Ov’è fuggito? Ov’è il seren del ciglio?
Ma che? Squallido e scuro anco mi piaci
Anima bella se quinci entro gire
S’odi il mio pianto a le mie voglie audaci
Perdona il furto e ‘l temerario ardire
Da le pallide labra i freddi baci
Che più caldi sperai vuo’ pur rapire
Parte torrò di sue ragioni a morte
Baciando queste labra essangui e smorte
Pietosa bocca che solevi in vita
Consolar il mio duol di tue parole
Lecito sia ch’anzi la mia partita
D’alcun tuo caro bacio io mi console
E forse allor s’era a cercarlo ardita
Quel davi tu ch’ora conven ch’invole
Lecito sia ch’ora ti stringa e poi
Versi lo spirto mio fra i labri tuoi